Après-ski Campo Felice

Dopo un’intensa giornata di sci o snowboard cosa ci può essere di meglio che bere una cioccolata calda (o un bombardino) nel parterre dove partono gli impianti? Tra gli affitta sci, i negozietti, la cappella e la scuola sci troverete diverse baite (anche con spazi esterni protetti dal vento) che vi faranno riposare un po’ prima di togliere l’attrezzatura!

Campo Felice, oltre a mettere a disposizione molte piste per gli amanti degli sport invernali, offre anche atmosfere piacevoli nei tipici paesi vicini:

ROCCA DI CAMBIO è un piccolo centro montano in provincia di L’Aquila, nel cuore dell’Abruzzo le cui origini sono simili a quelle degli altri paesi della zona.  A 1434 metri sul livello del mare, è il Comune più alto di tutto l’Appennino. L’abitato è situato nella parte settentrionale dell’Altopiano Velino-Sirente, oggi conosciuto come  “Altopiano delle Rocche”, di cui fanno parte anche le località di Rocca di Mezzo, Rovere, Ovindoli e Terranera. È un territorio di grande valenza che merita di essere conosciuto per  la sua storia, gli usi, i costumi, le tradizioni e per l’inconfondibile sapore della sua cucina. Da visitare l’Abbazia di Santa Lucia, in stile romanico che risale al XII secolo, la chiesa Madre o dell’Annunziata, la collegiata di San Pietro e la fontana del Rognone. Apprezzata meta di vacanza estiva ed invernale, Rocca di Cambio propone durante l’anno feste  legate alla tradizione religiosa locale  e  usanze di un tempo tra cui, in inverno, la Polentata paesana il 3 e 4 gennaio e la processione allegorica del Carnevale Morto, e una grande festa anche il 13 dicembre in onore di Santa Lucia Patrona. Lucoli  ad un’altitudine di 958 m. s.l.m. è un  comune formato da molte frazioni (Piaggia, Casavecchia, Colle, Spogna, Spognetta, Vado Lucoli, Lucoli Alto, Collimento (sede comunale), Casamaina, Sant’Andrea, Santo Menna, Francolisco, Santa Croce, Santa Croce Alta, Prata, Peschiolo). Sorge  nella valle del torrente Rio, sul territorio un tempo occupato dalla Abbazia benedettina di San Giovanni di Collimento. Tra i monti di Lucoli  si leggono ancora oggi  le testimonianze degli antichi insediamenti. I primi documenti  che  riportano il nome del paese  sono il Chronicon Farfense (1062-1099) e una bolla di Alessandro III del 1178. I monumenti più interessanti: il Palazzo Cialente; la parrocchiale di San Giovanni Battista del sec. XII, al cui interno vi sono importanti affreschi attribuiti ad Andrea de Litio, due notevoli Madonne con Bambino, sculture – una in terracotta l’altra in legno – seicentesche e policrome, una croce processionale di Paolo di Meo dei Quatrari (1477) ed oggetti di oreficeria sulmonese del XV secolo; la chiesa di San Sebastiano (sec. XIII) con tracce di antichi affreschi e tre altari settecenteschi; la chiesa della Beata Cristina (XVI sec.) e la chiesa di S. Menna, (sec. XII, ric. sec. XVII), con numerosi affreschi di cui uno “San Sebastiano” attribuito a Saturnino Gatti. Da segnalare il Giardino Botanico Appenninico, localizzato sull’altipiano di Campo Felice ad una quota di 1550 metri s.l.m., riconosciuto dalla Regione Abruzzo e gestito dal Comune di Lucoli e dalla Cooperativa Ambiente e Territorio. ROCCA DI MEZZO è posta alle pendici di Monte Rotondo, nel Parco Regionale Sirente Velino, in posizione centrale sull’Altopiano delle Rocche  di cui è il centro più importante. Il paese può essere diviso, idealmente, in tre parti: nella parte alta il borgo antico, dove permangono  i caratteri medievali, con case, stalle e rimesse in pietra, vicoli ripidi e la chiesa della Madonna della Neve; ai piedi l’ampia piazza pedonale, con le fontane della Morge e del Municipio; gli insediamenti esterni, tra i Piani di Pezza, le ‘Prata’ e le pendici del Monte Rotondo. Dell’antica cinta muraria rimane la Porta della Morge sec. XIV. Monumento di rilievo  è la chiesa parrocchiale di Santa Maria delle Neve (sec. XV), censita nell’inventario disposto dal vescovo Filippo Delei nel 1313, con un importanza rosone sulla facciata. La chiesa ospita il piccolo museo intitolato al Cardinale Agnifili, nel quale si conservano preziose testimonianze artistiche: sculture lignee, dipinti su tela e su tavola, paramenti sacri. D’interesse anche le chiese di  S. Michele Arcangelo, legata  alla ricostruzione e all’espansione dell’abitato dopo l’assedio e le devastazioni di Braccio da Montone, e di  di S.Leucio sul colle all’esterno dell’abitato, considerata una delle più antiche di Rocca di Mezzo. Belli e suggestivi i “Tre archi” ‘incrocio boltato di tre vie del sec. XV . La suggestiva frazione di Rovere conserva ancora le caratteristiche del borgo fortificato ed i ruderi dell’antico Castello dei Francipane (sec. XV). Circondata da boschi e pinete, Rocca di Mezzo è una vivace meta turistica, con diversificata ricettività,  che consente di  vivere pienamente la natura e le sue stagioni. In estate  tante le possibilità  di  praticare  percorsi sui monti dell’Altopiano con  vedute panoramiche  di grande respiro, o passeggiate a cavallo. In inverno la vicinanza degli impianti sciistici di Campo Felice offre agli amanti della neve le splendide piste di una stazione invernale tra le più titolate dell’Appennino centrale. Per gli appassionati dello sci nordico nel bacino naturale dei Piani di Pezza sono praticabili  fantastici percorsi con gli sci da fondo. Nel corso dell’anno viene realizzato un interessante calendario di eventi, tra cui spiccano le manifestazioni legate alla tradizione locale come la gara del solco dritto e la  festa del narciso. Paganica è una frazione dell’Aquila, situata a circa 7 chilometri dal capoluogo ai piedi del Gran Sasso d’Italia, a 669 m sul livello del mare, Paganica sorse negli anni della Roma repubblicana in quel territorio dove recenti studi archeologici segnano il confine tra i due popoli italici: Sabini e Vestini. Da vedere:  il Santuario della Madonna d’Appari, del XIV sec., incastonato nella roccia e affrescato quasi interamente. La Basilica di San Giustino, la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta (XVII secolo), la chiesa di Santa Maria del Presepe. Da non perdere il palaz Banner mini zo Ducale e la casa gotica. La villa Dragonetti de Torres, palazzo con giardino all’italiana, costruito a cavallo tra il settecento e l’Ottocento. All’interno stucchi ornamentali e pitture murali con scene di caccia. Restaurato come struttura ricettiva di qualità, è classificato come dimora storica. Tornimparte  è un centro della Comunità Montana Amiternina, posto ad un’altitudine di 830 m s.l.m. lungo la vallata che dai contrafforti del Velino e della Duchessa sfocia nella piana dell’alta valle Aterno, ad una distanza di  20 Km dall’Aquila. E’ formato da numerose frazioni (18 nuclei abitati) sparse fin dall’ antichità lungo una fascia di 10 km. Il nome deriva probabilmente da Turres in partibus, cioè “Fortezze dislocate in varie parti”. Il ritrovamento di alcuni reperti del periodo italico e romano, avvalorano l’ipotesi della presenza di un antico nucleo originario avamposto dell’antica Amiternum. Menzionata nella bolla di Alessandro III del 1178,  Tornimparte partecipò alla fondazione  della città dell’Aquila. La località ha  il suo  territorio collocato alla falde del Monte Ortello ed è circondata da montagna coperte da folti boschi  prevalentemente di faggio e castagno. Nella frazione Villagrande merita attenzione la parrocchiale di San Panfilo, che conserva importanti dipinti murali di Saturnino Gatti (1494), un altare rinascimentale, con affreschi degli inizi del cinquecento. A Rocca S. Stefano sono visibili i ruderi della chiesa medievale di S. Stefano. Numerose e di diversa tipo le tradizioni  che la comunità tornimpartese ancora conserva; alcune di origine religiosa, altre di origine pagana di derivazione magico-mitica; altre ancora rappresentano il legame con la storia degli avi, degli antichi mestieri e delle vecchie usanze.

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