La nuova stagione 2013-2014

La nuova stagione 2013-2014 è ormai alle porte.

Alzi la mano chi non ha cominciato ad assaporare le curve dell’A24!

Facciamo un po’ il punto della situazione:

Meteo: ancora “caldo” per sperare in un’apertura prima del previsto, bisogno sperare che le temperature si allineino al calendario se vogliamo vedere aperto per l’immacolata… la strada sembra lunga.

Località: sempre le stesse ma con una certezza. Anche quest’anno riaprirà Campo Imperatore. Nei mesi scorsi si dialogava circa le difficoltà economiche in cui versava la stagione ma grazie ad un finanziamento di 15 mln gli impianti saranno manutenuti e potremo tornare a solcare le nevi più alte del centro Italia (cosa importante se pensiamo al meteo ancora caldo).

E allora? forse è meglio cominciare a fare un po’ di preparazione atletica, non credete?

Eccovi serviti:

La preparazione presciistica

La presciistica è un attività svolta in palestra, e che permette il miglioramento delle capacità condizionali (forza, velocità, resistenza e mobilità articolare) e delle capacità coordinative, in modo particolare la capacità di adattamento e l’equilibrio.

Attraverso una programmazione delle sedute di allenamento, si possono raggiungere dei risultati soddisfacenti concentrando l’attività di preparazione fisica nei mesi di ottobre, novembre, dicembre e gennaio che precedono la stagione invernale e coincidono con i primi mesi dell’attività sciistica.

Proposta di programma di presciistica

Vi porto un esempio di seduta di allenamento che viene svolta in palestra, con un gruppo di adulti che svolge attività fisica in modo regolare.
Come tutte le sedute di allenamento bene eseguite, viene suddivisa in tre fasi:

PRIMA FASE: FASE DELL’AVVIAMENTO MOTORIO (o RISCALDAMENTO)

  • 5 minuti di corsa a velocità moderata e costante costante (corsa lenta);
  • 5 minuti di corsa con variazioni di ritmo. In questo caso si possono studiare percorsi con cambi di direzione e senso di marcia, includendo allunghi. E’ bene dare spazio alla fantasia motoria. L’obiettivo che si cerca di perseguire con questo lavoro, è quello di creare una resistenza al debito di ossigeno e quindi attivare un meccanismo energetico di tipo anaerobico. Sviluppare la Resistenza Specifica al gesto tecnico che quel determinato sport (in questo caso lo sci), prevede.

 

LA RESISTENZA Si definisce resistenza, la capacità di protrarre un lavoro nel tempo senza un calo del rendimento. La resistenza ha come base fisiologica le possibilità aerobiche del singolo soggetto, determinate da tutti quei fattori che favoriscono la presenza di ossigeno nel sangue e nei tessuti. Essa è legata alle capacità polmonari e cardiocircolatorie. Per comprendere semplicemente il significato di resistenza aerobica è importante il concetto di equilibrio tra assunzione di ossigeno e la sua assimilazione nei processi energetici; quando i meccanismi energetici non richiedono l’utilizzo di ossigeno, si parla di resistenza anaerobica, dove l’intensità del lavoro si fa più elevata e si viene a creare il debito di ossigeno. La resistenza è un fattore determinate per sviluppare le altre capacità.

 

FASE CENTRALE

  • 10 minuti di andature di mobilità. Viene simulato il gesto tecnico della sciata, trovando andature che soddisfino il movimento che viene svolto sui campi da sci in modo da coinvolgere le articolazioni interessate;
  • 10 minuti di andature di potenziamento. L’obiettivo è il miglioramento della forza, ma nello stesso tempo l’incremento della potenza attraverso l’esecuzione di azioni balzate di vario genere;
  • 15 minuti di circuit trainig (circuito a stazioni). Questo esercizio  permette di lavorare sia con gli arti superiori sia con gli arti inferiori, andando a sviluppare la forza specifica;
  • 5 minuti per rafforzare la parete addominale attraverso esercizi  per addominali alti, bassi e obliqui. Infatti durante l’attività sciistica l’addome è quasi sempre in contrazione per fissare il busto nella giusta posizione e contrastare le forze che si vengono a creare durante la discesa a valle.

 

FASE DI DEFATICAMENTO (o RITORNO ALLA CALMA)

10 minuti suddivisi in esercizi di:

  • allungamento (stretching) dei principali muscoli che hanno lavorato;
  • mobilizzazione della colonna vertebrale. Questo è un momento molto importante, in quanto avviene lo scarico di questa importante struttura ossea, che ha duramente lavorato durate la lezione a causa delle azioni balzate.

 

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Sulle piste…

Sulle piste da sci occorre tenere presente che ci sono delle regole di sicurezza (un po’ come per le strade), per non dimenticare nulla vi riportiamo i suggerimenti della Polizia di Stato e vi ricordiamo che se non se seguone queste regole si può essere multati!

Norme e segnaletica sulle piste da sci sono stabilite da un decreto del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 299 del 24 dicembre 2005) che integra le regole di comportamento contenute nella legge n. 363/2003.

La legge prevede l’obbligo di indossare il casco per tutti i ragazzi fino a 14 anni. Il mancato utilizzo del caschetto farà scattare una multa da 30 a 150 euro (in base alle norme sulla depenalizzazione – legge 689/1981- si prevede una sanzione di 50 euro). In questo periodo di “settimane bianche” sono aumentati i controlli e quasi raddoppiate le multe nei confronti di chi mette in pericolo sè e gli altri.

Il sorpasso deve avvenire “a monte o a valle, dalla destra o dalla sinistra, ma sempre a una distanza tale da evitare intralci a chi viene sorpassato”, e la sosta “deve avvenire ai bordi della pista e mai, se non in caso di necessità, nei passaggi obbligati o senza visibilità”. Le 10 regole da seguire sulle piste da sci, insieme alla legge 363 del 2003 e al buon senso dovrebbero diminuire gli incidenti e la voglia di commettere imprudenze degli amanti degli sport invernali.

Resta l’obbligo di precedenza di chi viene da destra, proprio come in automobile, e al momento del sorpasso non si deve e non si può intralciare la persona superata.

Nelle stazioni sciistiche più grandi – e cioè quelle dotate di almeno venti piste e servite da almeno 10 impianti di risalita – dovrebbero essere individuate aree (snowpark) dedicate alle “evoluzioni acrobatiche” separate per lo sci e per lo snowboard.

Prestare soccorso ad un infortunato e dare l’allarme è un altro obbligo previsto dalla legge: l’omissione può essere perseguita penalmente. Ma chi cade da solo dovrebbe spostarsi a bordo pista per non creare problemi agli altri.

Per quanto riguarda la velocità, gli sciatori devono adattarla “alle capacità personali e alle condizioni delle piste, del tempo e alla densità del traffico” e tenere una condotta che rispetti gli altri, quindi “non mettere in pericolo e non recare pregiudizio agli altri”. Mentre coloro che si dedicano al fuoripista e allo sci-alpinismo sono obbligati a portare con sé, in caso di evidente pericolo di valanghe, gli strumenti elettronici (tipo ”Arwa”) per facilitare un’eventuale ricerca.

I gestori delle aree sciabili devono garantire le condizioni di sicurezza delle piste con adeguate protezioni e segnalazioni. Sono anche tenuti a stipulare una polizza di assicurazione per responsabilità civile che copra i danni subiti dagli utenti. Per gli incidenti che si verificano fuori pista il concessionario e il gestore degli impianti di risalita non siano responsabili.

Infine non dimentichiamo il rispetto dell’ambiente: non si fuma sulle piste e sulle seggiovie (d’altra parte non ci sono posacenere in giro). Non si buttano i rifiuti in terra e non si sporca mai. Sciare significa amare la montagna!

In Auto…

La soluzione migliore, per praticità e sicurezza, in tutte le condizioni di guida invernale è dotare la propria auto di pneumatici invernali (detti anche “termici”) che vanno montati su tutte le ruote e per il Codice della strada consentono il transito nelle strade ove vi sia l’obbligo di catene. Costano circa 10-15% in più delle gomme estive e si possono montare di tutte le misure indicate nella carta di circolazione, con deroga sul codice di velocità, che può essere inferiore a quello prescritto. Se la profondità del battistrada è inferiore a 4 mm le prestazioni dei pneumatici invernali si riduce sensibilmente.

Le catene vanno montate sulle ruote motrici e, nelle 4×4, sull’assale ove viene prevalentemente inviata la coppia motrice: riferirsi al manuale d’uso della vettura. Lo stesso documento può indicare limitazioni al montaggio delle catene su certe misure di pneumatici. In tal caso, si deve ricorrere a soluzioni alternative, come le raggiere “Spikes Spider” le “Trak” di MaggiGroup o altre simili. Ricordiamo che le “calze AutoSock” sono state omologate, ma con una norma non riconosciuta dal Codice e quindi non consentono di transitare ove siano richieste catene o gomme invernali.

Con la neve, il sale sparso sulle strade costringe a una pulizia frequente del parabrezza: controllare il livello del liquido lavavetri, aggiungere l’apposito detergente antigelo, l’orientamento degli spruzzatori e verificare il funzionamento dei tergicristalli.

In marcia, si deve limitare la velocità e tenere un’ampia distanza di sicurezza, per compensare l’aderenza ridotta. Agire con grande delicatezza sui comandi e, solo se si hanno ampi spazi a disposizione (in particolare la strada dev’essere sgombra dietro), provare a frenare con maggior decisione per rendersi conto del comportamento della vettura. Ricordarsi che le vetture a trazione integrale non danno vantaggi particolari in frenata e in discesa rispetto alle auto nomali, quindi non autorizzano a guidare più velocemente.

Si ringrazia Quattroruote.it per l’articolo (d’altra parte nessuno come la redazione di Quattroruote può dare consigli migliori).

Abbigliamento…

Prima di fare un resoconto di quanto necessario allo sci è importante conoscere cosa dobbiamo avere con noi per una semplice passeggiata in ogni stagione…

L’abbigliamento per la montagna deve proteggere il corpo da vento, pioggia, freddo, neve. Non deve assorbire l’umidità dall’esterno e deve lasciare traspirare l’umidità corporea verso l’esterno. Deve essere comodo, leggero e confezionato con tessuti che non irritano la pelle. Una buona regola nella scelta è quella del cosiddetto “principio della cipolla”, vale a dire che si devono indossare strati più o meno sottili uno sopra all’altro, aggiungendone o togliendone se durante l’escursione fa più freddo o più caldo. Le caratteristiche dei capi da montagna si possono così riassumere: taglio, peso, libertà di movimento, chiusure lampo, resistenza all’usura, impermeabilità, isolamento termico, numero delle tasche, adattabilità.

Veniamo allo sci (temperature basse e grande esercizio fisico).

Per sciare ci sono principalmente due soluzioni: tuta integrale e abbinamento di pantaloni e giacca. Indipendentemente dalla nostra scelta (la seconda è preferibile) dobbiamo sapere che se siamo freddolosi sarà opportuno indossare una calzamaglia sotto i pantaloni. Quanto alla parte superiore del corpo dovremo avere una maglietta a pelle (cd maglia della salute) che può variare dalla semplice t-shirt in cotone a modelli con tessuti specializzati molto traspiranti e di veloce asciugatura.

Sopra dovremo indossare una maglia termica (si possono trovare a poco prezzo un po’ ovunque) che  ha la caratteristica di essere in un tessuto traspirante e allo stesso tempo in grado di tenere caldo (ma non troppo).

Dipendentemente dal fattore temperatura (anche qui dipende se si è freddolosi) e da come si intende lo sci (chi lo pratica faticando ad esempio tende a non coprirsi eccessivamente) si può indossare la giacca a vento oppure un ulteriore pile (caldo e traspirante con collo moderatamente alto).

La giacca a vento per lo sci è molto evoluta: traspirante nei punti dove è maggiore la sudorazione, sigillata al vento (grazie a materiali tipo “windstopper®” e cerniere termosaldate) e resistente l’acqua, ad esempio per la neve che depositandosi si scioglie o cadute, (grazie a materiali come il “GORE-TEX®”. Va detto che i grandi negozi offrono materiali di buona qualità con tessuti simili a quelli menzionati ad un prezzo alla portata di tutte le tasche.

Il pantalone tecnico: dimentichiamo aderenti pantaloni in maglia con toppe colorate (apparentemente buoni per le gare, di fatto inutili), oggi il pantalone è molto simile la giacca a vento come materiale. Quelli di maggiore qualità seguono addirittura la sagoma del corpo per favorire la massima comodita. Come tessuti valgono le stesse cose dette per la giacca a vento. Esistono principalmente di due modelli: con e senza bretelle. I primi sono da preferire perchè offrono un comfort superiore e soprattutto non si devono mai sistemare sul busto dopo pochi minuti di sci (quelli senza bretelle sono in genere destinati allo snow board). Chiaramente più si spende tanto più il pantalone sarà comodo.

La tuta integrale segue gli stessi principi dei tessuti fin’ora esposti mentre difficilmente si possono trovare tute con particolari forme ergonomiche: sono infatti destinate ad un pubblico principiante!

Per quanto riguarda le tutine aderenti che si vedono nelle gare in tv: lasciamole agli atleti (non sono ne impermeabili ne calde), tanto è vero che anche durante gli allenamenti sono indossate sempre in abbinamento con altri materiali vento resistenti o impermeabili.

Non dimentichiamo (sempre disponibile) un paio di occhiali (meglio a maschera), i guanti da sci, uno scaldacollo, una mascherina in neopreme (per eventuali giornate di vento gelido) e tanta crema solare.

Non consigliamo cappelli perchè vi invitiamo ad indossare sempre il casco: se ne trovano di tutti i prezzi e assicuriamo che non c’è cappello che tenga così caldo. Se invece fa proprio caldo, beh: una fascetta e un paio di occhiali da sole (con buone lenti scure ad alta protezione UV) possibilemente tutti in plastica (pensate alle eventuali cadute).

Infine, non dimentichiamo mai: fazzoletti, burro di cacao e crema protettiva solare ad altissima protezione (un’ora di sole in montagna equivale a 6 ore di mare!).

Appena arrivati…

Ricordiamoci che siamo in montagna, “sulla neve” quindi:

Quando parcheggiamo e nevica tiriamo su le spazzole dei tergicristalli (per evitare si ghiaccino).

Cerchiamo di metterci in punti che non ingombrino la carreggiata… la montagna non è come la città, fare manovre strette su fondo scivoloso può mettere in seria difficoltà chi guida!

Ricordiamoci che gli spazi di arresto sono lunghi, se passeggiamo evitiamo di contare troppo sull’impianto frenante e i riflessi di chi va in auto: potrebbero non bastare!

Se le auto scivolano anche noi camminando possiamo scivolare… attenzione a dove si mettono i piedi!