Casco di protezione

Il casco da sci è obbligatorio dal 2005 per tutti i ragazzi di età inferiore ai 14 anni.

La diffusione del casco per i ragazzi ha fatto sì che molti adulti lo provassero e oggi tantissime persone lo indossano anche se è facoltativo. Il motivo di questo successo è semplice: oltre a garantire una maggiore sicurezza, il casco da sci è molto comodo garantisce una perfetta tenuta contro il freddo in ogni situazione.

Risulta essere scomodo solamente durante i mesi più caldi, quando la sudorazione causata dal casco da sci può diventare fastidiosa. In questi periodi è spesso necessario toglierlo dopo ogni discesa.

Il casco deve essere omologato e possedere il marchio EN 1077 e la sigla CE. Conviene sceglierne uno con un buon sistema di areazione per evitare di sudare eccessivamente quando è caldo.

Per quanto riguarda la taglia, il casco non deve stringere, soprattutto nella zona delle tempie, e mettendolo in testa senza allacciarlo, scuotendo la testa come per dire “no” il casco deve rimanere aderente alla testa senza muoversi.

Sci in aumento gli incidenti nonostante l’uso del casco

Usa — Negli ultimi cinque anni, i traumi cranici causati da incidenti sulle piste da sci sono cresciuti del 50 per cento. Alla faccia dell’uso del casco, promosso e diffuso in modo quasi ossessivo negli ultimi anni. Il dato proviene da una ricerca americana presentata all’assemblea scientifica dell’American College of Emergency Physicians tenutasi in Colorado il mese scorso.

Nel 2004, le ferite alla testa registrate negli Usa durante la pratica dello sci e dello snowboard erano 9.308. Nel 2010, il numero è sorprendentemente salito a 14.947. Nello stesso periodo, l’uso del casco sulle piste è cresciuto del 20 per cento.

Secondo Mark Christensen, leader del gruppo che ha condotto la ricerca, le ferite alla testa sono aumentate in modo molto maggiore rispetto ad altri tipi di traumi provocati da incidenti sulle piste. E riguardano in particolare uomini, snowboarder e teenager.

Potrebbe trattarsi di un semplice aumento di praticanti gli sport invernali, o della diffusione di snowpark, del fuoripista e del freeride. Ma anche di una falsa percezione di sicurezza indotta dal casco, che indurrebbe così a comportamenti più rischiosi invece che prevenirli.

I ricercatori non hanno per ora avvalorato nessuna ipotesi, ma sostengono che – a causa della crisi economica – il numero di sciatori e snowboardisti negli Stati Uniti non sarebbe cresciuto tra il 2004 e il 2010 e si aggirerebbe sempre fra i 12 e i 13 milioni. Dunque l’ipotesi più accreditata è quella dell’imprudenza degli sciatori.

Va detto che negli Usa le cose sono un po’ diverse: lo sci non è come lo intendiamo qui da noi, sono effettivamente pochi i praticanti dediti alla tecnica; la stragrande maggioranza degli americani ama le evoluzioni (con sci con le punte rialzate avanti e dietro e tanti spazi dedicati ai rider).

In sostanza: non si può in nessun caso dire che il casco peggiora le cose, anzi un raccomandazione: casco sempre ben allacciato e testa ben accesa, sempre!

Sulle piste…

Sulle piste da sci occorre tenere presente che ci sono delle regole di sicurezza (un po’ come per le strade), per non dimenticare nulla vi riportiamo i suggerimenti della Polizia di Stato e vi ricordiamo che se non se seguone queste regole si può essere multati!

Norme e segnaletica sulle piste da sci sono stabilite da un decreto del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 299 del 24 dicembre 2005) che integra le regole di comportamento contenute nella legge n. 363/2003.

La legge prevede l’obbligo di indossare il casco per tutti i ragazzi fino a 14 anni. Il mancato utilizzo del caschetto farà scattare una multa da 30 a 150 euro (in base alle norme sulla depenalizzazione – legge 689/1981- si prevede una sanzione di 50 euro). In questo periodo di “settimane bianche” sono aumentati i controlli e quasi raddoppiate le multe nei confronti di chi mette in pericolo sè e gli altri.

Il sorpasso deve avvenire “a monte o a valle, dalla destra o dalla sinistra, ma sempre a una distanza tale da evitare intralci a chi viene sorpassato”, e la sosta “deve avvenire ai bordi della pista e mai, se non in caso di necessità, nei passaggi obbligati o senza visibilità”. Le 10 regole da seguire sulle piste da sci, insieme alla legge 363 del 2003 e al buon senso dovrebbero diminuire gli incidenti e la voglia di commettere imprudenze degli amanti degli sport invernali.

Resta l’obbligo di precedenza di chi viene da destra, proprio come in automobile, e al momento del sorpasso non si deve e non si può intralciare la persona superata.

Nelle stazioni sciistiche più grandi – e cioè quelle dotate di almeno venti piste e servite da almeno 10 impianti di risalita – dovrebbero essere individuate aree (snowpark) dedicate alle “evoluzioni acrobatiche” separate per lo sci e per lo snowboard.

Prestare soccorso ad un infortunato e dare l’allarme è un altro obbligo previsto dalla legge: l’omissione può essere perseguita penalmente. Ma chi cade da solo dovrebbe spostarsi a bordo pista per non creare problemi agli altri.

Per quanto riguarda la velocità, gli sciatori devono adattarla “alle capacità personali e alle condizioni delle piste, del tempo e alla densità del traffico” e tenere una condotta che rispetti gli altri, quindi “non mettere in pericolo e non recare pregiudizio agli altri”. Mentre coloro che si dedicano al fuoripista e allo sci-alpinismo sono obbligati a portare con sé, in caso di evidente pericolo di valanghe, gli strumenti elettronici (tipo ”Arwa”) per facilitare un’eventuale ricerca.

I gestori delle aree sciabili devono garantire le condizioni di sicurezza delle piste con adeguate protezioni e segnalazioni. Sono anche tenuti a stipulare una polizza di assicurazione per responsabilità civile che copra i danni subiti dagli utenti. Per gli incidenti che si verificano fuori pista il concessionario e il gestore degli impianti di risalita non siano responsabili.

Infine non dimentichiamo il rispetto dell’ambiente: non si fuma sulle piste e sulle seggiovie (d’altra parte non ci sono posacenere in giro). Non si buttano i rifiuti in terra e non si sporca mai. Sciare significa amare la montagna!