Il paraschiena

Il sistema di protezione più utile dopo il casco è il paraschiena. Si tratta di gusci in materiale plastico, rinforzati nella zona delle vertebre, che servono per distribuire la pressione dell’urto in modo tale da impedire la frattura delle vertebre.

Il paraschiena è comodo e non impedisce i movimenti, molti sciatori riportano addirittura unmiglioramento della postura durante la sciata, perché il paraschiena costringe a mantenere una posizione più eretta del busto, con conseguente prevenzione della comparsa di lombalgie a fine giornata.

Dunque è fondamentale avere una giacca che veste in modo abbastanza attillato, non particolarmente imbottita, che protegga soprattutto dall’aria (lo fanno tutte) e possibilmente anche dall’acqua (lo fanno solo alcune, in tessuti speciali e piuttosto costosi).

Una giacca troppo termica ci farà sudare eccessivamente quando la temperatura è alta. Meglio avere una giacca leggera e sfruttare i capi sottostanti per garantire la termicità necessaria in base alla temperatura esterna.

Sotto la giacca, metteremo l’intimo e una felpa, più o meno pesante in base alla temperatura esterna. Anche la felpa dovrà essere tecnica, non troppo voluminosa e dovrà vestire in modo ottimale per garantire libertà di movimento.

Sempre più spesso si trovano modelli sul mercato compatibili per moto e bicicletta: questi sono regolabili e consentono, a seconda dell’attività, il massimo confort. Alcuni, per risparmiare qualcosa, acquistano paraschiena da moto che sono più grandi e tendono ad impedire il corretto movimento.

La maschera da sci

La maschera da sci è molto importante non solo per garantire una perfetta visibilità in ogni situazione, ma anche per proteggere occhi e viso dai raggi UVA, particolarmente aggressivi in montagna; dal vento gelido che rovina la pelle ed è pericoloso anche per gli occhi; e per proteggere gli occhi dai potenziali danni causati da una caduta.

Occorre precisare che il fattore protezione UV dipende da quanto la lente è scura. In linea di massima possono trovarsi maschere che hanno in dotazione la doppia lente: scura (UV3-4) per le giornate di sole e chiara (UV 1) per giorni con poca visibilità. Le scure sono spesso a specchio, le chiare hanno in genere una tonalità arancione (come in foto) per favorire i contrasti.

Dunque, andrebbe indossata anche da coloro che non hanno problemi di lacrimazione mentre sciano.

Nelle giornate di sole tutte le maschere garantiscono una ottima visione, mentre nelle giornate nuvolose o addirittura con la nebbia alcune sono più performanti di altre perché in grado di farci vedere le asperità del terreno che, come si sà, quando non c’è il sole spesso scompaiono alla vista.

Dunque, provate con calma maschere di marche diverse.

Ovviamente, la maschera da sci deve proteggere dal vento e quindi deve essere chiusa. Non tutte le maschere si adattano a tutti i tipi di viso, dunque cercate di puntare su una maschera che si sposa bene con i vostri lineamenti.

La maschera da sci deve essere indossabile con un casco quindi è bene che abbia le strisce di silicone che garantiscono una perfetta aderenza senza sistemi di fissaggio sul casco.

In Auto…

La soluzione migliore, per praticità e sicurezza, in tutte le condizioni di guida invernale è dotare la propria auto di pneumatici invernali (detti anche “termici”) che vanno montati su tutte le ruote e per il Codice della strada consentono il transito nelle strade ove vi sia l’obbligo di catene. Costano circa 10-15% in più delle gomme estive e si possono montare di tutte le misure indicate nella carta di circolazione, con deroga sul codice di velocità, che può essere inferiore a quello prescritto. Se la profondità del battistrada è inferiore a 4 mm le prestazioni dei pneumatici invernali si riduce sensibilmente.

Le catene vanno montate sulle ruote motrici e, nelle 4×4, sull’assale ove viene prevalentemente inviata la coppia motrice: riferirsi al manuale d’uso della vettura. Lo stesso documento può indicare limitazioni al montaggio delle catene su certe misure di pneumatici. In tal caso, si deve ricorrere a soluzioni alternative, come le raggiere “Spikes Spider” le “Trak” di MaggiGroup o altre simili. Ricordiamo che le “calze AutoSock” sono state omologate, ma con una norma non riconosciuta dal Codice e quindi non consentono di transitare ove siano richieste catene o gomme invernali.

Con la neve, il sale sparso sulle strade costringe a una pulizia frequente del parabrezza: controllare il livello del liquido lavavetri, aggiungere l’apposito detergente antigelo, l’orientamento degli spruzzatori e verificare il funzionamento dei tergicristalli.

In marcia, si deve limitare la velocità e tenere un’ampia distanza di sicurezza, per compensare l’aderenza ridotta. Agire con grande delicatezza sui comandi e, solo se si hanno ampi spazi a disposizione (in particolare la strada dev’essere sgombra dietro), provare a frenare con maggior decisione per rendersi conto del comportamento della vettura. Ricordarsi che le vetture a trazione integrale non danno vantaggi particolari in frenata e in discesa rispetto alle auto nomali, quindi non autorizzano a guidare più velocemente.

Si ringrazia Quattroruote.it per l’articolo (d’altra parte nessuno come la redazione di Quattroruote può dare consigli migliori).