Prima neve utile al Centro Italia!

Sembra proprio che Medusa stia creando il fondo per le nostre sciate: di seguito qualche foto tratta dalle webcam.

Ovindoli, arrivo della cabinovia:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Roccaraso-Aremogna, Pallottieri:

Webcam Roccaraso

 

A questo punto potremmo addirittura aspettarci l’apertura per l’Immacolata!

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Bombardino fever…

Il bombardino, che molti di noi conosceranno per averlo provato in baita al termine di una lunga ed intensa giornata passata sugli sci, è un cocktail che richiede pochi ingredienti ed una facilissima preparazione ed è ormai diffusissimo in tutte le più rinomate località montane.

Nato il secolo scorso sulle montagne che circondano Livigno, rinomata località sciistica nonché porto franco, deve il suo nome all’esclamazione che seguì al primo assaggio della bevanda, ovvero: “Accidenti! È una bombarda!”, ad indicare sia la non indifferente gradazione alcolica del cocktail, pari ad oltre 30°, sia il fatto che venga servito poco meno che bollente.

Decisamente più forti le varie varianti in Abruzzo!

Ingredienti originari del cocktail, che nel corso del tempo ha subito alcune importati variazioni, sono:

– latte

– liquore all’uovo

– whisky

I tre suddetti ingredienti venivano, originariamente, mescolati assieme e dunque posti sul fuoco sino a sfiorare la temperatura di ebollizione. Il cocktail, in pochi minuti, era pronto per essere servito e per scaldare le membra degli avventori delle baite di montagna.

Nel corso degli anni, come già precedentemente ricordato, il bombardino ha subito graduali miglioramenti sino a raggiungere la perfezione che noi tutti conosciamo:

– liquore all’uovo caldo

– brandy

– panna

In questo caso, a differenza di quanto avveniva in precedenza, al liquore all’uovo, l’unico a venir scaldato, viene aggiunta una piccola dose di brandy, per rendere il tutto più corposo, e al posto del latte viene aggiunta della panna montata fresca.

Altre varianti, che possiamo tranquillamente trovare in commercio, sono costituite dall’unione di:

– liquore all’uovo e caffè espresso

– liquore all’uovo e rum

– liquore all’uovo e whisky

tutti serviti ben caldi e ricoperti di panna

Buona bevuta a tutti!

Ordinanza viabilità invernale in Abruzzo

Piano neve 2011 2012 ABRUZZO: Ordinanze Pneumatici Invernali 2012 2013

Anas: dal 15 novembre obbligo di catene a bordo o pneumatici invernali (da neve) sui tratti delle strade statali a rischio di precipitazioni nevose o formazione di ghiaccio.

L`Anas comunica che dal 15 novembre 2012 al 15 aprile 2013, per tutti i veicoli a motore, sarà in vigore l`obbligo di catene a bordo o l`utilizzo di pneumatici invernali (da neve) su alcuni tratti delle strade statali abruzzesi maggiormente esposte al rischio di precipitazioni nevose o formazione di ghiaccio durante la stagione invernale.

L`obbligo sarà segnalato su strada tramite apposita segnaletica verticale e avrà validità, anche al di fuori dei periodi indicati, al verificarsi di precipitazioni nevose o formazione di ghiaccio

Nel dettaglio, i tratti interessati sono:

  • strada statale 5 `Via Tiburtina Valeria`: dal km 65,000 (località Oricola, provincia di L`Aquila) al km 70,000 (località Carsoli, provincia di L`Aquila) e dal km 98,200 (località Tagliacozzo, provincia di L`Aquila) al km 184,160 (località Bussi sul Tirino, provincia di Pescara);
  • strada statale 5 quater `Via Tiburtina Valeria`: dal km 0,000 (località Carsoli, provincia di L`Aquila) al km 26,020 (località Tagliacozzo, provincia di L`Aquila);
  • strada statale17 `dell`Appennino Abruzzese ed Appulo Sannitico`: dal km 12,250 (località Sella di Corno, provincia di L`Aquila) al km 68,592 (località Navelli, provincia di L`Aquila) e dal km 88,287 (bivio per Corfinio, provincia di L`Aquila) al km 151,035 (località Castel di Sangro, provincia di L`Aquila);
  • strada statale 80 `del Gran Sasso d`Italia`: dal km 4,480 (bivio per Coppito, provincia di L`Aquila) al km 60,700 (località Montorio al Vomano, provincia di Teramo);
  • strada statale 83 `Marsicana`: dal km 75,815 (località Alfedena, provincia di L`Aquila) al km 81,000 (località Ponte Zittola, provincia di L`Aquila);
  • strada statale 153 `della Valle del Tirino`: dal km 0,000 (località Bussi sul Tirino, provincia di Pescara) al km 23,800 (località Navelli, provincia di L`Aquila);
  • strada statale158 `della Valle del Volturno`: dal km 0,000 (località Alfedena, provincia di L`Aquila) al km 7,228 (località Valico S. Francesco, provincia di L`Aquila);
  • strada statale 260 `Picente`: dal km 0,000 (località Cermone, provincia di L`Aquila) al km 29,462 (località Roccapassa, presso il confine tra Abruzzo e Lazio, in provincia di Rieti);
  • strada statale 652 `di Fondo Valle Sangro`: dal km 12,250 (località Castel di Sangro, provincia di L`Aquila) al km 82,900 (località Fossacesia, provincia di Chieti);
  • strada statale 684 `Tangenziale Sud di L`Aquila`: dal km 0,000 al km 4,940 (località L`Aquila);
  • strada statale 690 `Avezzano-Sora`: dal km 0,000 (località Avezzano, provincia di L`Aquila) al km 39,350 (località Sora, presso il confine tra Abruzzo e Lazio, in provincia di Frosinone);
  • strada statale 696 `del Parco Regionale Sirente Velino`: dal km 0,000 (località Tornimparte, provincia di L`Aquila) al km 18,727 (località Campo Felice, provincia di L`Aquila) e dal km 21,200 (località Rocca di Cambio, provincia di L`Aquila) al km 51,000 (località Celano, provincia di L`Aquila);
  • strada statale 696 dir `Vestina`: dal km 2,735 (località Celano, provincia di L`Aquila) al km 6,700 (località Paterno, provincia di L`Aquila);
  • NSA 253 (ex strada statale 17 – Variante di Rocca Pia), nei due tratti di competenza Anas: dal km 0,000 al km 2,100 (località Rocca Pia, provincia di L`Aquila) e dal km 0,000 (località Rocca Pia) al km 3,850 (Galleria 5 miglia, provincia di L`Aquila).

Sci in aumento gli incidenti nonostante l’uso del casco

Usa — Negli ultimi cinque anni, i traumi cranici causati da incidenti sulle piste da sci sono cresciuti del 50 per cento. Alla faccia dell’uso del casco, promosso e diffuso in modo quasi ossessivo negli ultimi anni. Il dato proviene da una ricerca americana presentata all’assemblea scientifica dell’American College of Emergency Physicians tenutasi in Colorado il mese scorso.

Nel 2004, le ferite alla testa registrate negli Usa durante la pratica dello sci e dello snowboard erano 9.308. Nel 2010, il numero è sorprendentemente salito a 14.947. Nello stesso periodo, l’uso del casco sulle piste è cresciuto del 20 per cento.

Secondo Mark Christensen, leader del gruppo che ha condotto la ricerca, le ferite alla testa sono aumentate in modo molto maggiore rispetto ad altri tipi di traumi provocati da incidenti sulle piste. E riguardano in particolare uomini, snowboarder e teenager.

Potrebbe trattarsi di un semplice aumento di praticanti gli sport invernali, o della diffusione di snowpark, del fuoripista e del freeride. Ma anche di una falsa percezione di sicurezza indotta dal casco, che indurrebbe così a comportamenti più rischiosi invece che prevenirli.

I ricercatori non hanno per ora avvalorato nessuna ipotesi, ma sostengono che – a causa della crisi economica – il numero di sciatori e snowboardisti negli Stati Uniti non sarebbe cresciuto tra il 2004 e il 2010 e si aggirerebbe sempre fra i 12 e i 13 milioni. Dunque l’ipotesi più accreditata è quella dell’imprudenza degli sciatori.

Va detto che negli Usa le cose sono un po’ diverse: lo sci non è come lo intendiamo qui da noi, sono effettivamente pochi i praticanti dediti alla tecnica; la stragrande maggioranza degli americani ama le evoluzioni (con sci con le punte rialzate avanti e dietro e tanti spazi dedicati ai rider).

In sostanza: non si può in nessun caso dire che il casco peggiora le cose, anzi un raccomandazione: casco sempre ben allacciato e testa ben accesa, sempre!

Inverno freddo/inverno caldo: le stime 2012/2013

La scorsa estate sono state pubblicate in America delle previsioni circa l’inverno 2012/2013. Queste previsioni a lunghissimo termine sostengono (con sicurezza) che i prossimi inverni, a partire dal 2012-2013 potrebbero risultare molto freddi, a livello di quelli degli anni settanta. Una Niña molto forte, la PDO tornata negativa e la ripresa dell’attività vulcanica artica sarebbero alla base di queste estrapolazioni. In particolare la motivazione principale andrebbe ricercata nel ciclo della PDO (Pacific Decadal Oscillation), che è rimasta nella fase ”Hot” dalla fine degli anni ’70 fino a pochi mesi or sono, anni in cui hanno dominato gli eventi di polarità opposta dovuti a “El Niño”, ed il pianeta ha quindi mostrato una significativa tendenza verso una fase calda. A partire da questo inverno La Niña è destinata a dominare con alta probabilità di inverni molto freddi, così come era capitato negli anni ‘70. Le altre variabili “naturali” come un ciclo solare molto debole e la ripresa dell’attività vulcanica artica potrebbero determinare una ulteriore energica spinta verso questa linea di tendenza. A queste considerazioni iniziali bisogna appaiare altre deduzioni. La bassa incidenza di precipitazioni sul centro-nord del nostro paese di questa estate, escludendo il meridione colpito da depressioni mediterranee, è stato solo il preambolo per una crescita esponenziale di fenomeni meteorologici estremi; ricordando che questa estate è stata nel complesso molto calda, con brevi periodi perturbati, questo dovrebbe favorire a partire dall’Autunno, fenomeni anche incipienti, che per il prossimo inverno daranno origine a precipitazioni dominanti e persistenti. Infine,  il QBO e l’AMO  in territorio negativo per il prossimo autunno e inverno 2012-2013, una Enso e una PDO tra il neutro e il negativo; conseguentemente  l’AO e la Nao in tendenza negativa.

In sintesi:  L’inverno 2012-2013 sarà freddissimo; Le precipitazioni sul Nord Italia saranno, con alta probabilità, molto abbondanti.

Ecco delle stime:

Ottobre: Da metà mese brusco calo delle temperature e prime nevicate “in quota”.

Novembre: Già da inizio mese nevicate sulle montagne di tutto il Nord Italia, in particolare nei territori dell’Ovest. Scarsa probabilità di nevicate in pianura.

Dicembre: Nevicate non troppo abbondanti, sia ad alte che a basse quote sino a fine mese, ma freddo in costante ascesa.

Da Gennaio a Marzo: Neve e Freddo ai massimi livelli, per la gioia di tutti gli Snowboarders e Sciatori!!!

Nella speranza che arrivi in fretta questo Inverno 2012-2013 ci auguriamo tanta neve, senza però creare danni al traffico e l’agricoltura!

Sulle piste…

Sulle piste da sci occorre tenere presente che ci sono delle regole di sicurezza (un po’ come per le strade), per non dimenticare nulla vi riportiamo i suggerimenti della Polizia di Stato e vi ricordiamo che se non se seguone queste regole si può essere multati!

Norme e segnaletica sulle piste da sci sono stabilite da un decreto del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 299 del 24 dicembre 2005) che integra le regole di comportamento contenute nella legge n. 363/2003.

La legge prevede l’obbligo di indossare il casco per tutti i ragazzi fino a 14 anni. Il mancato utilizzo del caschetto farà scattare una multa da 30 a 150 euro (in base alle norme sulla depenalizzazione – legge 689/1981- si prevede una sanzione di 50 euro). In questo periodo di “settimane bianche” sono aumentati i controlli e quasi raddoppiate le multe nei confronti di chi mette in pericolo sè e gli altri.

Il sorpasso deve avvenire “a monte o a valle, dalla destra o dalla sinistra, ma sempre a una distanza tale da evitare intralci a chi viene sorpassato”, e la sosta “deve avvenire ai bordi della pista e mai, se non in caso di necessità, nei passaggi obbligati o senza visibilità”. Le 10 regole da seguire sulle piste da sci, insieme alla legge 363 del 2003 e al buon senso dovrebbero diminuire gli incidenti e la voglia di commettere imprudenze degli amanti degli sport invernali.

Resta l’obbligo di precedenza di chi viene da destra, proprio come in automobile, e al momento del sorpasso non si deve e non si può intralciare la persona superata.

Nelle stazioni sciistiche più grandi – e cioè quelle dotate di almeno venti piste e servite da almeno 10 impianti di risalita – dovrebbero essere individuate aree (snowpark) dedicate alle “evoluzioni acrobatiche” separate per lo sci e per lo snowboard.

Prestare soccorso ad un infortunato e dare l’allarme è un altro obbligo previsto dalla legge: l’omissione può essere perseguita penalmente. Ma chi cade da solo dovrebbe spostarsi a bordo pista per non creare problemi agli altri.

Per quanto riguarda la velocità, gli sciatori devono adattarla “alle capacità personali e alle condizioni delle piste, del tempo e alla densità del traffico” e tenere una condotta che rispetti gli altri, quindi “non mettere in pericolo e non recare pregiudizio agli altri”. Mentre coloro che si dedicano al fuoripista e allo sci-alpinismo sono obbligati a portare con sé, in caso di evidente pericolo di valanghe, gli strumenti elettronici (tipo ”Arwa”) per facilitare un’eventuale ricerca.

I gestori delle aree sciabili devono garantire le condizioni di sicurezza delle piste con adeguate protezioni e segnalazioni. Sono anche tenuti a stipulare una polizza di assicurazione per responsabilità civile che copra i danni subiti dagli utenti. Per gli incidenti che si verificano fuori pista il concessionario e il gestore degli impianti di risalita non siano responsabili.

Infine non dimentichiamo il rispetto dell’ambiente: non si fuma sulle piste e sulle seggiovie (d’altra parte non ci sono posacenere in giro). Non si buttano i rifiuti in terra e non si sporca mai. Sciare significa amare la montagna!

In Auto…

La soluzione migliore, per praticità e sicurezza, in tutte le condizioni di guida invernale è dotare la propria auto di pneumatici invernali (detti anche “termici”) che vanno montati su tutte le ruote e per il Codice della strada consentono il transito nelle strade ove vi sia l’obbligo di catene. Costano circa 10-15% in più delle gomme estive e si possono montare di tutte le misure indicate nella carta di circolazione, con deroga sul codice di velocità, che può essere inferiore a quello prescritto. Se la profondità del battistrada è inferiore a 4 mm le prestazioni dei pneumatici invernali si riduce sensibilmente.

Le catene vanno montate sulle ruote motrici e, nelle 4×4, sull’assale ove viene prevalentemente inviata la coppia motrice: riferirsi al manuale d’uso della vettura. Lo stesso documento può indicare limitazioni al montaggio delle catene su certe misure di pneumatici. In tal caso, si deve ricorrere a soluzioni alternative, come le raggiere “Spikes Spider” le “Trak” di MaggiGroup o altre simili. Ricordiamo che le “calze AutoSock” sono state omologate, ma con una norma non riconosciuta dal Codice e quindi non consentono di transitare ove siano richieste catene o gomme invernali.

Con la neve, il sale sparso sulle strade costringe a una pulizia frequente del parabrezza: controllare il livello del liquido lavavetri, aggiungere l’apposito detergente antigelo, l’orientamento degli spruzzatori e verificare il funzionamento dei tergicristalli.

In marcia, si deve limitare la velocità e tenere un’ampia distanza di sicurezza, per compensare l’aderenza ridotta. Agire con grande delicatezza sui comandi e, solo se si hanno ampi spazi a disposizione (in particolare la strada dev’essere sgombra dietro), provare a frenare con maggior decisione per rendersi conto del comportamento della vettura. Ricordarsi che le vetture a trazione integrale non danno vantaggi particolari in frenata e in discesa rispetto alle auto nomali, quindi non autorizzano a guidare più velocemente.

Si ringrazia Quattroruote.it per l’articolo (d’altra parte nessuno come la redazione di Quattroruote può dare consigli migliori).

Abbigliamento…

Prima di fare un resoconto di quanto necessario allo sci è importante conoscere cosa dobbiamo avere con noi per una semplice passeggiata in ogni stagione…

L’abbigliamento per la montagna deve proteggere il corpo da vento, pioggia, freddo, neve. Non deve assorbire l’umidità dall’esterno e deve lasciare traspirare l’umidità corporea verso l’esterno. Deve essere comodo, leggero e confezionato con tessuti che non irritano la pelle. Una buona regola nella scelta è quella del cosiddetto “principio della cipolla”, vale a dire che si devono indossare strati più o meno sottili uno sopra all’altro, aggiungendone o togliendone se durante l’escursione fa più freddo o più caldo. Le caratteristiche dei capi da montagna si possono così riassumere: taglio, peso, libertà di movimento, chiusure lampo, resistenza all’usura, impermeabilità, isolamento termico, numero delle tasche, adattabilità.

Veniamo allo sci (temperature basse e grande esercizio fisico).

Per sciare ci sono principalmente due soluzioni: tuta integrale e abbinamento di pantaloni e giacca. Indipendentemente dalla nostra scelta (la seconda è preferibile) dobbiamo sapere che se siamo freddolosi sarà opportuno indossare una calzamaglia sotto i pantaloni. Quanto alla parte superiore del corpo dovremo avere una maglietta a pelle (cd maglia della salute) che può variare dalla semplice t-shirt in cotone a modelli con tessuti specializzati molto traspiranti e di veloce asciugatura.

Sopra dovremo indossare una maglia termica (si possono trovare a poco prezzo un po’ ovunque) che  ha la caratteristica di essere in un tessuto traspirante e allo stesso tempo in grado di tenere caldo (ma non troppo).

Dipendentemente dal fattore temperatura (anche qui dipende se si è freddolosi) e da come si intende lo sci (chi lo pratica faticando ad esempio tende a non coprirsi eccessivamente) si può indossare la giacca a vento oppure un ulteriore pile (caldo e traspirante con collo moderatamente alto).

La giacca a vento per lo sci è molto evoluta: traspirante nei punti dove è maggiore la sudorazione, sigillata al vento (grazie a materiali tipo “windstopper®” e cerniere termosaldate) e resistente l’acqua, ad esempio per la neve che depositandosi si scioglie o cadute, (grazie a materiali come il “GORE-TEX®”. Va detto che i grandi negozi offrono materiali di buona qualità con tessuti simili a quelli menzionati ad un prezzo alla portata di tutte le tasche.

Il pantalone tecnico: dimentichiamo aderenti pantaloni in maglia con toppe colorate (apparentemente buoni per le gare, di fatto inutili), oggi il pantalone è molto simile la giacca a vento come materiale. Quelli di maggiore qualità seguono addirittura la sagoma del corpo per favorire la massima comodita. Come tessuti valgono le stesse cose dette per la giacca a vento. Esistono principalmente di due modelli: con e senza bretelle. I primi sono da preferire perchè offrono un comfort superiore e soprattutto non si devono mai sistemare sul busto dopo pochi minuti di sci (quelli senza bretelle sono in genere destinati allo snow board). Chiaramente più si spende tanto più il pantalone sarà comodo.

La tuta integrale segue gli stessi principi dei tessuti fin’ora esposti mentre difficilmente si possono trovare tute con particolari forme ergonomiche: sono infatti destinate ad un pubblico principiante!

Per quanto riguarda le tutine aderenti che si vedono nelle gare in tv: lasciamole agli atleti (non sono ne impermeabili ne calde), tanto è vero che anche durante gli allenamenti sono indossate sempre in abbinamento con altri materiali vento resistenti o impermeabili.

Non dimentichiamo (sempre disponibile) un paio di occhiali (meglio a maschera), i guanti da sci, uno scaldacollo, una mascherina in neopreme (per eventuali giornate di vento gelido) e tanta crema solare.

Non consigliamo cappelli perchè vi invitiamo ad indossare sempre il casco: se ne trovano di tutti i prezzi e assicuriamo che non c’è cappello che tenga così caldo. Se invece fa proprio caldo, beh: una fascetta e un paio di occhiali da sole (con buone lenti scure ad alta protezione UV) possibilemente tutti in plastica (pensate alle eventuali cadute).

Infine, non dimentichiamo mai: fazzoletti, burro di cacao e crema protettiva solare ad altissima protezione (un’ora di sole in montagna equivale a 6 ore di mare!).

Appena arrivati…

Ricordiamoci che siamo in montagna, “sulla neve” quindi:

Quando parcheggiamo e nevica tiriamo su le spazzole dei tergicristalli (per evitare si ghiaccino).

Cerchiamo di metterci in punti che non ingombrino la carreggiata… la montagna non è come la città, fare manovre strette su fondo scivoloso può mettere in seria difficoltà chi guida!

Ricordiamoci che gli spazi di arresto sono lunghi, se passeggiamo evitiamo di contare troppo sull’impianto frenante e i riflessi di chi va in auto: potrebbero non bastare!

Se le auto scivolano anche noi camminando possiamo scivolare… attenzione a dove si mettono i piedi!